Sito dimostrativo. Questa è una proposta grafica, non il sito ufficiale di Giamilla Zandenego. Testi, articoli e fotografie sono contenuti di esempio.

Star bene conviene

Fitoterapia

Tisane d'inverno: quattro miscele costruite su un obiettivo

7 min di letturadi Giamilla Zandenego
Teiera scura di ceramica su un tavolo di legno

Una tisana non è acqua calda aromatizzata. È una preparazione con un obiettivo, una dose, un tempo di estrazione e un momento della giornata in cui ha senso berla. Fuori da questi quattro elementi resta una bevanda gradevole — il che va benissimo, purché lo si sappia.

Infuso o decotto?

Le parti tenere della pianta — fiori, foglie — si trattano in infuso: acqua portata a bollore, versata sulla droga vegetale, coperchio, riposo di 8–10 minuti. Il coperchio non è un vezzo: senza, le frazioni volatili se ne vanno con il vapore.

Radici, cortecce e semi richiedono un decotto: si mettono nell’acqua fredda, si porta a bollore e si mantiene la bollitura per 10–15 minuti. Sono tessuti duri, all’acqua serve più tempo e più energia per estrarne qualcosa.

Quattro miscele, quattro obiettivi

Dopo un pasto pesante

Finocchio, menta, melissa in parti uguali. Un cucchiaino raso per tazza, infuso 8 minuti, dopo il pasto. La menta è da evitare per chi soffre di reflusso: rilassa lo sfintere esofageo e può peggiorare il bruciore.

Per la sera

Camomilla, tiglio, passiflora. Un cucchiaino per tazza, infuso 10 minuti, un’ora prima di coricarsi — non a letto, per non aggiungere un risveglio notturno per andare in bagno.

Nei giorni di freddo umido

Zenzero fresco a fettine, cannella in stecca, scorza di limone non trattato. Decotto di 10 minuti. Scalda e sostiene la digestione. Lo zenzero va usato con prudenza da chi assume anticoagulanti.

Per accompagnare la funzione epatobiliare

Tarassaco radice, carciofo foglia, menta. Decotto di 12 minuti, al mattino a digiuno, per non più di tre settimane consecutive. Non adatto in caso di calcolosi biliare.

Il punto

La Fitopratica è precisione, non abitudine. Una tisana bevuta con un obiettivo, per un tempo definito, vale più di dieci bevute a caso perché «fanno bene». E se dopo tre settimane non è successo nulla, quella è un’informazione: il bersaglio era un altro.

Le regole che valgono per tutte

  • Un cucchiaino raso (circa 2 g) per tazza da 200 ml.
  • Coperchio durante l'infusione, sempre.
  • Cicli di tre settimane, poi una di pausa.
  • Piante sfuse di provenienza nota, meglio delle bustine anonime.
  • Non zuccherare per abitudine: l'amaro fa parte dell'effetto.

Prima di iniziare

Le piante interagiscono con i farmaci. Chi assume anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antipertensivi o terapie croniche ne parli con il medico o il farmacista prima di introdurre tisane quotidiane. In gravidanza e allattamento molte piante sono controindicate.

Scritto da Giamilla Zandenego, Naturopata. Questo articolo ha finalità divulgativa: non sostituisce il parere del medico e non propone diagnosi né terapie.


Continua a leggere

Tutti gli articoli