Sito dimostrativo. Questa è una proposta grafica, non il sito ufficiale di Giamilla Zandenego. Testi, articoli e fotografie sono contenuti di esempio.

Star bene conviene

Chi sono

Giamilla Zandenego

Fitopreparatore. Scrivo di terreno, energia vitale e abitudini, e accompagno chi vuole occuparsi del proprio equilibrio senza cercare scorciatoie.

Donna nel verde, occhi chiusi e viso rivolto verso l'alto, respiro profondo

Sono arrivata alla Naturopatia per la porta stretta: quella di chi, per anni, ha cercato una risposta al proprio malessere e ha trovato soltanto risposte parziali. Non è una storia originale. È però il motivo per cui, quando qualcuno si siede davanti a me, la prima cosa che faccio è ascoltare senza fretta.

Giamilla Zandenego, Fitopreparatore

Ascolto
Il primo incontro serve a capire una storia, non a consegnare un protocollo.
Terreno
Guardo il piano fisico, quello emozionale e l'ambiente in cui una persona vive, non il sintomo staccato dal resto.
Abitudini
Un'ora di sonno recuperata ogni notte pesa più di tre settimane di rimedi.

Che cosa significa «via della natura»

Naturopatia viene dall’inglese nature path: la via della natura. Non è una medicina alternativa e non pretende di esserlo. È un percorso educativo che parte da un’idea precisa — l’organismo possiede una capacità di autoregolazione, e il compito di chi accompagna è rimuovere gli ostacoli che le impediscono di funzionare.

Quella capacità ha un nome nella tradizione in cui mi sono formata: energia vitale. Il vitalismo non è una metafora consolatoria né una forza misteriosa da evocare: è il presupposto pratico del mestiere. Se do per buono che l’organismo tenda da sé all’equilibrio, allora il mio lavoro non è aggiungere rimedi ma togliere ciò che ostacola quella tendenza — e coadiuvare le funzioni fisiologiche mentre riprende il suo corso. È anche il motivo per cui guardo tre piani insieme, il fisico, l’emozionale e l’ambiente in cui una persona vive: le dissonanze non restano dove nascono. Un lavoro che pesa si legge nel sonno, e un sonno che salta si legge nella digestione.

Da questa idea discende tutto il resto: il lavoro sul terreno costituzionale invece che sul sintomo isolato, i tempi lunghi invece delle soluzioni rapide, e una regola che ripeto a ogni primo incontro — non guarisco nessuno. Accompagno, spiego, restituisco alla persona gli strumenti per occuparsi di sé.

Non guarisco nessuno. Accompagno, spiego, restituisco alla persona gli strumenti per occuparsi di sé.

Quello che dico a ogni primo incontro

Come lavoro

Tre regole che valgono per chiunque si sieda davanti a me, qualunque sia il motivo per cui è arrivato.

  1. Ascolto prima di proporre

    Il primo incontro serve a capire la storia, non a consegnare un protocollo. Chi arriva con l'aspettativa di uscire con una lista di integratori resta sorpreso, a volte deluso.

  2. Guardo il terreno, non il disturbo isolato

    Lo stesso sintomo, in due persone diverse, chiede due percorsi diversi. È la ragione per cui non pubblico protocolli validi per tutti: non esistono.

  3. Lavoro sull'abitudine, non sull'eccezione

    Un rimedio assunto per tre settimane conta meno di un'ora di sonno recuperata ogni notte. Le cose noiose sono quelle che cambiano davvero il quadro.

I confini di questo lavoro

Lo dico all'inizio perché evita malintesi, e perché è la parte del mestiere che mi sta più a cuore.

Che cosa faccio

  • Ascolto la storia per intero, senza fretta e senza scorciatoie.
  • Propongo alimentazione, fitopratica e abitudini per coadiuvare le funzioni fisiologiche.
  • Spiego il perché di ogni proposta, così resta anche quando il percorso finisce.
  • Accompagno nel tempo lungo delle abitudini, non in quello breve delle promesse.
  • Restituisco alla persona gli strumenti per occuparsi di sé.

Che cosa non faccio

  • Non formulo diagnosi.
  • Non prescrivo terapie.
  • Non suggerisco mai di sospendere o modificare un farmaco: se emerge un dubbio, la persona giusta è il medico curante.
  • Non lavoro con chi cerca una scorciatoia per non cambiare nulla.

Quella che chiamo, con le parole della mia scuola, la distinzione tra Naturopatia tradizionale e «contenitori dell'universo alternativo» non è snobismo: è la condizione perché questo lavoro resti serio e verificabile.

Il percorso

  1. Formazione in Naturopatia

    Istituto Rudy Lanza.

  2. Approfondimenti

    Essenze floreali, fitopratica e alimentazione naturale.

  3. Oggi

    Aggiornamento continuo

    Convegni, letture, confronto con altri professionisti.

Perché questo blog

Perché le stesse domande tornano, e una risposta scritta bene vale più di venti risposte ripetute male. Perché in rete circola molta approssimazione su piante, integratori e diete, e un contributo pacato può fare la differenza per chi sta cercando di orientarsi. E perché scrivere costringe a essere precisi: è un esercizio che fa bene a me prima che a chi legge.