Fitoterapia
Oli essenziali: poche regole, applicate bene

Un olio essenziale non è un profumo: è una sostanza concentrata che si ottiene lavorando quantità considerevoli di pianta. Da questa unica premessa discendono tutte le regole che seguono. Chi la tiene a mente ne fa un uso sicuro; chi la dimentica prima o poi si scotta — a volte letteralmente.
Regola uno: mai puri sulla pelle
La diluizione in un olio vettore — mandorle dolci, jojoba, girasole — serve a due cose: evitare irritazione, sensibilizzazione e fototossicità, ed evitare un assorbimento sistemico eccessivo. È il principio che Robert Tisserand, il riferimento internazionale in materia di sicurezza, ripete da decenni.
Le percentuali d’uso comunemente indicate per l’adulto:
- Corpo, uso quotidiano: 1–2%, cioè circa 6–12 gocce in 30 ml di vettore.
- Viso: 0,5–1%, il volto è più reattivo.
- Applicazione locale e breve: percentuali superiori solo con indicazione di un professionista, e per pochi giorni.
Regola due: gli agrumi e il sole non vanno d’accordo
Bergamotto, limone, arancia amara e altri oli estratti dalla scorza sono fototossici: applicati sulla pelle ed esposti al sole possono produrre macchie e ustioni anche a distanza di ore. La regola pratica è semplice — se l’area resterà scoperta, quegli oli si evitano.
Regola tre: la diffusione ha una durata
Diffondere non significa saturare l’ambiente. Venti o trenta minuti bastano; poi si arieggia. La diffusione continua per ore, oltre a essere inutile, è la causa più comune di mal di testa e nausea attribuiti «agli oli» quando la responsabilità è della dose.
Gli errori che vedo ripetere
- Comprare al buio: senza nome botanico, chemiotipo e metodo di estrazione in etichetta non si sa che cosa si sta usando.
- Conservare male: luce e calore degradano gli oli. Vetro scuro, tappo chiuso, luogo fresco.
- Usarne troppi insieme: tre oli scelti sono più efficaci di otto mescolati per intuito.
- Insistere quando la pelle protesta: un rossore è un’informazione, non un passaggio obbligato.
Il punto
Gli oli essenziali sono strumenti precisi, e come tutti gli strumenti precisi vanno maneggiati sapendo cosa si fa. Poche regole, applicate sempre, valgono più di qualunque protocollo elaborato: diluire, non esporsi al sole, non esagerare con i tempi, chiedere quando il caso esce dall’ordinario.
Le situazioni che richiedono cautela
- Gravidanza e allattamento: molti oli sono controindicati. Nessun uso senza parere del medico.
- Bambini piccoli: diluizioni molto più basse, alcuni oli — a partire dai canforati e mentolati — sono da evitare del tutto. Non vanno mai applicati vicino al viso.
- Epilessia, asma, patologie cardiache: uso solo previa consultazione medica.
- Uso interno: non è materia da fai-da-te. Non ingerire.
- Test cutaneo alla piega del gomito prima del primo impiego, sempre.
Scritto da Giamilla Zandenego, Naturopata. Questo articolo ha finalità divulgativa: non sostituisce il parere del medico e non propone diagnosi né terapie.


