Sito dimostrativo. Questa è una proposta grafica, non il sito ufficiale di Giamilla Zandenego. Testi, articoli e fotografie sono contenuti di esempio.

Star bene conviene

Benessere quotidiano

Intestino ed emozioni: il dialogo che decide l'umore

8 min di letturadi Giamilla Zandenego
Ciotola di yogurt con frutti di bosco, frutta secca e semi

Molte persone descrivono i propri periodi difficili come una faccenda di testa. Poi, ricostruendo la storia, si scopre che il cambiamento dell'umore era arrivato dopo mesi di digestione difficile, non prima. La direzione conta.

Un dialogo a due sensi

Intestino e cervello comunicano di continuo, attraverso il nervo vago, il sistema immunitario e le molecole prodotte dalla flora intestinale. È una conversazione a due sensi: lo stress modifica la motilità e la composizione del microbiota, e a sua volta uno stato intestinale alterato influenza il tono dell’umore e la reattività emotiva.

Va detto con onestà: è un campo in movimento, dove gli entusiasmi divulgativi hanno corso più veloce delle prove. Parlare di «secondo cervello» è una semplificazione suggestiva; sostenere che sistemando l’intestino si risolve un disturbo dell’umore è scorretto. Quello che si può dire è più sobrio e più utile: sono due sistemi che si condizionano, e ignorarne uno mentre si lavora sull’altro è un errore di metodo.

Cosa osservo, in pratica

  • La regolarità, più della frequenza: un ritmo stabile dice più di un numero.
  • Il gonfiore e il suo orario: mattutino, post-prandiale, serale. Il momento della giornata orienta più della sua intensità.
  • La relazione con i periodi di carico: se il disturbo compare in corrispondenza di scadenze e tensioni, il terreno sta parlando.
  • Il sonno: tiene insieme le due estremità del dialogo e spesso è il primo a cedere.

Da dove partire

  1. Regolarità dei pasti. L’intestino è un organo abitudinario: gli orari ballerini gli costano più di un alimento sbagliato ogni tanto.
  2. Fibre, con gradualità. Aumentarle di colpo peggiora il gonfiore. Si sale piano, nell’arco di tre o quattro settimane, accompagnando con acqua.
  3. Alimenti fermentati in piccole quantità quotidiane, non a cucchiaiate una volta a settimana.
  4. Masticazione. Sembra banale ed è il punto su cui vedo più risultati: la prima fase della digestione avviene in bocca, e quasi nessuno le concede tempo.

Il punto

Il corpo non separa la digestione dalle emozioni: siamo noi che, per comodità di racconto, le mettiamo in due caselle. Rimettere insieme le due colonne — che cosa mangio, come sto — è il primo lavoro che chiedo di fare, e spesso basta a rendere visibile quello che sembrava misterioso.

Segnali che non riguardano la Naturopatia

Sangue nelle feci, dimagrimento non cercato, febbre, dolore notturno che sveglia, alterazioni dell'alvo comparse all'improvviso dopo i cinquant'anni: sono situazioni di competenza medica e vanno portate al medico subito. Nessun percorso naturopatico va iniziato al posto di un accertamento.

Scritto da Giamilla Zandenego, Naturopata. Questo articolo ha finalità divulgativa: non sostituisce il parere del medico e non propone diagnosi né terapie.


Continua a leggere

Tutti gli articoli