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Respirare bene: tre esercizi per allenare l'autoregolazione

5 min di letturadi Giamilla Zandenego
Foglie verdi in controluce, primo piano

Il respiro è l'unica funzione automatica che possiamo guidare volontariamente. È una porta d'accesso diretta al sistema nervoso autonomo: non richiede attrezzature, non richiede credere in nulla, e produce effetti misurabili nel giro di pochi minuti.

Perché funziona

La frequenza cardiaca non è mai costante: varia in continuazione sotto la spinta del simpatico e del parasimpatico. Questa variabilità è un indicatore dell’equilibrio del sistema. Quando il respiro rallenta e diventa regolare, le oscillazioni del battito si sincronizzano con esso: è la condizione che la letteratura chiama coerenza cardiaca, studiata fra gli altri dall’HeartMath Institute e associata a una riduzione dello stress percepito e a un miglior recupero.

Non è una tecnica esotica e non promette nulla di straordinario. È un allenamento dell’autoregolazione: si ripete, e il sistema impara.

I tre esercizi

1. Al mattino — respiro quadrato, tre minuti

Inspirare 4, trattenere 4, espirare 4, trattenere 4. Seduti, prima di alzarsi dal letto o prima del caffè. Serve a entrare nella giornata con un ritmo scelto invece che subito.

2. Prima di un impegno — 6 respiri al minuto, cinque minuti

Inspirare contando fino a 5, espirare contando fino a 5. Sono sei cicli al minuto, la frequenza attorno a cui si osserva la coerenza cardiaca. Cinque minuti prima di una riunione, di un colloquio, di una telefonata che si teme.

3. La sera — espirazione lunga, dieci minuti

Inspirare 4, espirare 6, senza forzare. L’allungamento dell’espirazione favorisce il tono vagale e accompagna il passaggio verso il riposo. È lo stesso esercizio che consiglio nei percorsi sul sonno.

Gli errori di chi comincia

  • Forzare l’ampiezza. Non è ginnastica: respiri troppo profondi provocano giramenti di testa e allontanano dall’effetto cercato.
  • Cercare il rilassamento. L’obiettivo è il ritmo, non uno stato d’animo. Il rilassamento, quando arriva, è una conseguenza.
  • Praticare solo nei momenti difficili. Funziona come allenamento, non come estintore: chi lo pratica soltanto durante l’ansia acuta ne trae poco.

Dieci minuti, distribuiti

  • Mattino: 3 minuti di respiro quadrato.
  • Prima di un impegno: 5 minuti a sei respiri al minuto.
  • Sera: 10 minuti di espirazione allungata.
  • Non serve farli tutti e tre ogni giorno. Serve non saltare quello della sera.

Una nota

In presenza di patologie respiratorie o cardiache, di attacchi di panico frequenti o di gravidanza, gli esercizi respiratori vanno concordati con il medico. Se durante la pratica compaiono vertigini o formicolii, si interrompe e si torna al respiro spontaneo.

Scritto da Giamilla Zandenego, Naturopata. Questo articolo ha finalità divulgativa: non sostituisce il parere del medico e non propone diagnosi né terapie.


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